Prodotti Finanziari
Cosa sono i prodotti finanziari?
A norma dell’articolo 1 lett. u) del Testo Unico della Finanza sono prodotti finanziari gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria. Anche se tale definizione normativa non aiuta a fornire una descrizione esauriente e definitiva sul punto, sicuramente chiarisce che strumenti finanziari e prodotti finanziari sono in un rapporto di genere e specie. Gli strumenti finanziari infatti appartengono al genere prodotti finanziari, ma non li esauriscono. Per quanto concerne la natura del prodotto finanziario bisogna analizzare due dati. In primo luogo il prodotto finanziario è necessariamente una forma di investimento, in secondo luogo è una forma di investimento di natura finanziaria. Andando per eclusione, dunque, si deve negare di essere in presenza di un prodotto finanziario se non c’è un impiego di risorse diretto all’ottenimento di un corrispettivo. Come gli strumenti finanziari, insomma, anche i prodotti finanziari si risolvono in un contratto caratterizzato dallo scambio di un bene presente (di solito denaro) con un bene futuro (ancora denaro).
CASTELLO UTVEGGIO
Il Castello Utveggio è un imponente palazzo in stile liberty simile ad un castello neogotico dal caratteristico colore rosa pallido, posto sul promontorio del Monte Pellegrino con vista sulla città di Palermo.
Il palazzo non ebbe mai una funzione militare, infatti venne edificato nel 1930 su progetto dell’architetto Giovan Battista Santangelo per volere del cavaliere Michele Utveggio che lo adibì ad albergo di lusso, il tutto per sfruttare la sua posizione paesaggistica invidiabile con vista sul golfo di Palermo e l’intera città e, allo stesso tempo, emulare la Villa Igea costruita in zona. Successivamente si tentò di aprirvi un casinò ma senza successo finché il palazzo durante la Seconda guerra mondiale cadde in abbandono. Negli anni 80 venne acquistato e restaurato dalla Regione Siciliana ed affidato ad un ente privato per la realizzazione di una scuola manageriale di eccellenza, tutt’ora operante, infatti oggi è sede del Cerisdi che è un ente regionale di formazione per dirigenti e quadri.
Corso di Formazione-Banca Nuova
![]()
Nel corso del 2000 prende avvio il “Progetto Centro Sud” con la costituzione di Banca Nuova e con l’acquisizione, nel 2001, di Banca del Popolo di Trapani: la prima operativa in tutti i principali centri della Sicilia e della Calabria, la seconda presente con oltre quaranta filiali nell’area della Sicilia Occidentale.
Nel 2002 è stato approvato il progetto di fusione per incorporazione di Banca Nuova in Banca del Popolo che ha permesso di ottimizzare l’integrazione della rete degli sportelli operanti nel Meridione, generando economie di scala e rendendo più efficienti i processi di distribuzione dei prodotti e dei servizi.
Oggi Banca Nuova, con più di 100 sportelli in Sicilia, in Calabria e nel Lazio, è una delle realtà bancarie più importanti nel Sud Italia.
Il legame con il territorio
Banca Nuova intende sostenere le forti potenzialità di sviluppo presenti nel meridione privilegiando un modello di crescita legato alle caratteristiche economiche e sociali del Sud d’Italia, in cui il rapporto diretto con i clienti e le istituzioni locali è un elemento fondamentale.
L’Istituto è infatti in grado di offrire a ogni categoria di clientela una molteplicità di servizi bancari con l’obiettivo di soddisfare le diverse esigenze sia dei privati e famiglie che delle numerose piccole medie imprese che caratterizzano le aree della Sicilia e della Calabria.
In particolare, al mondo imprenditoriale del sud Italia, l’Istituto è in grado di proporre una serie di servizi aziendali come ad esempio i servizi di assistenza nella definizione e nell’implementazione della strategia di provvista, mettendo a disposizione linee di finanziamento diversificate ed incentrate principalmente sulla valutazione della redditività attesa al fine di favorire la capitalizzazione delle imprese. Inoltre per ottimizzare il processo d’intervento, Banca Nuova svolge un costante monitoraggio del sistema degli incentivi attivabili a livello comunitario, nazionale e regionale, allo scopo di rapportare adeguatamente le risorse disponibili al progetto.
Alle amministrazioni locali Banca Nuova è in grado di offrire supporto per l’individuazione di opere attivabili con strumenti di project finance in un ottica di trasformazione delle infrastrutture da opere pubbliche a imprese.
CLIENT TRAINER
PROGETTO BANCA NUOVA – CORSO PER CLIENT TRAINER PER L’INNOVAZIONE BANCARIA
Obiettivi:
il progetto, presentato nell’ambito dell’Avviso Pubblico n. 19 del 17/12/07 mirato alla costituzione del CATALOGO DELL’OFFERTA FORMATIVA REGIONALE, si sostanzia nella realizzazione di un Corso per Client Trainer per l’innovazione bancaria, con l’obiettivo di dar vita ad una nuova figura professionale, munita di variegate competenze, perfettamente equipaggiata per supportare il cliente nell’attuale processo di progressiva innovazione, sia tecnologica che di personalizzazione dei servizi forniti dalle banche. Il voucher formativo è un ‘buono’ che permette ai destinatari di disporre di un finanziamento pubblico per accedere ai percorsi finanziabili proposti nel Catalogo. E’ accertato che il mercato del lavoro nel settore bancario abbia bisogno di professionisti capaci di assistere efficacemente i clienti.
Il progetto è impreziosito dalla presenza di un partner come Banca Nuova (Gruppo Popolare di Vicenza), la cui collaborazione già si esplica in più direzioni: oltre che attraverso a un’analisi dei fabbisogni formativi già condotta congiuntamente alla società MCG, nell’ organizzazione e realizzazione delle attività di stage.
Perchè nasce il Client Trainer
IL CONSULENTE GLOBALE PER LA FAMIGLIA E L’IMPRESA: UN PROGETTO FORMATIVO
Lo scenario economico internazionale si caratterizza, attualmente, per la profonda trasformazione indotta dalla globalizzazione delle attività economiche, fattore principale d’integrazione delle economie.
Se nel passato la sfida internazionale costituiva un’opportunità di sviluppo, oggi essa rappresenta un imperativo e nessuna impresa potrà più contare, come prima, su posizioni di privilegio o di monopolio rispetto alle concorrenti.
L’adozione di strategie di economia di scala e di scopo, di valorizzazione delle fasi della catena di creazione del valore, di contatto con la clientela, di focalizzazione sugli aspetti legati al servizio di vendita ed alla gestione del post-vendita rappresentano la conditio sine qua non per rendere un’impresa competitiva e vitale.
In questo contesto il mondo bancario/finanziario, in particolare, è coinvolto in un processo di profonde modificazioni, dettate anche dalle esigenze sancite dal complesso normativo di riferimento (nello specifico: Legge 30/07/1990 nø 218; D.L. 14/12/1992, nø 481 attuativo della Seconda Direttiva CEE – Direttiva 89/646/CEE): la libera concorrenza, il rispetto delle regole dettate dal mercato, la collocazione dell’attività bancaria in quella d’impresa.
Nell’ambito dei processi di cambiamento in atto nel settore finanziario allargato, riveste un’importanza rilevante l’intensificazione di rapporti tra le aziende bancarie e le società di assicurazione.
Il processo di integrazione tra banche e compagnie assicurative in Italia si sta sviluppando tardivamente rispetto ad altri paesi industrializzati, tenuto anche conto che la tendenza da parte della clientela è quella di cercare presso un unico interlocutore una risposta completa alle esigenze in campo finanziario.
Lo sportello bancario inizia così ad essere interpretato, dal sistema assicurativo italiano, come un possibile ulteriore canale di vendita primario per prodotti ad alto valore aggiunto rivolti ai clienti.
Mentre inizialmente questo punto di vendita veniva utilizzato solo per collocare le coperture del ramo vita, oggi si diffondono importanti iniziative di collaborazione anche nell’ambito delle coperture danni per singoli individui e nuclei familiari.
I fenomeni legati al ridimensionamento delle prestazioni del sistema di previdenza sociale e del sistema sanitario nazionale e le potenzialità di sviluppo del mercato assicurativo italiano (in Italia la spesa assicurativa annua pro capite è nettamente inferiore a quella dei principali paesi industrializzati) sono fattori che indicano un forte trend di crescita della domanda nel settore considerato.
Le banche che, attualmente, offrono già prodotti assicurativi collocabili a fianco di quelli bancari, sono proiettate ad ampliare il proprio portafoglio prodotti e migliorare la gestione delle diverse fasi di erogazione del servizio legato alla vendita di coperture assicurative. Per conseguire tali obiettivi il sistema bancario dovrà inevitabilmente pianificare e perseguire un ulteriore disegno strategico e rinnovare, in parte, la struttura delle variabili organizzative e gestionali, in particolare quelle relative alle risorse umane.
Questa integrazione intersettoriale si determina in concomitanza con due altri importanti fenomeni: la concentrazione bancaria e la privatizzazione degli istituti di credito, attraverso processi che implicano una forte despecializzazione.
Pertanto, la ristrutturazione organizzativa di molte banche viene centrata sullo sviluppo di tre obiettivi:
- il recupero dei costi,
- una nuova organizzazione del front-office e del rapporto con la clientela,
- una diversa configurazione del portafoglio dei prodotti e dei servizi.
A questi occorre aggiungere un quarto obiettivo trasversale: aumentare la qualità percepita dal cliente e fidelizzarlo.
Ô in questo mix di fattori che si inserisce l’ingresso della banca nel mercato delle polizze assicurative.
Lo sviluppo verso la formula imprenditoriale della banca conduce sempre più alla creazione di conglomerati bancario-assicurativi che agiscono su più aree d’affari e capaci di sfruttare economie di scala e di scopo.
Tale scenario risulta estremamente complesso e generatore di profonde trasformazioni e, quindi, strumento fondamentale di competitività sarà il processo di erogazione del servizio (progettazione, vendita e gestione del prodotto).
Una prima conseguenza di questa trasformazione consisterà nell’evoluzione dei profili professionali riferibili ai singoli mercati (un esempio sono le reti di agenti monomandatari in appalto, scarsamente utilizzabili per la compagnia perch‚ poco inclini ad iniziative di differenziazione e di rapporti di collaborazione con la rete bancaria).
Formare alla consulenza globale per la famiglia e l’impresa
Dagli scenari sopra esposti, risulta evidente che, dopo taluni cambiamenti organizzativi di ruoli professionali, occorre ora pervenire alla creazione di specifici interventi per colmare gli esistenti gap fra le attuali professionalità del personale e quelle necessarie per rispondere positivamente all’evoluzione della domanda della clientela.
Il personale che attualmente opera nel front-office, ad esempio, ha fruito di un training centrato soprattutto sulla vendita; le nuove modalità organizzative ed il lavoro a contatto con un cliente che possiede un maggior potere contrattuale, competenza ed accresciuta mobilità, rendono, invece, necessario lo sviluppo, oltre che delle competenze commerciali, di quelle relazionali, di analisi e di consulenza.
Oltre all’esigenza del “fare formazione”, su cui vi è un generale accordo, si pone il problema relativo alle necessarie azioni metodologiche e didattiche. E’Ô necessario predisporre nuovi modelli sperimentali di formazione. In questa ottica sembra sempre più condivisibile l’opportunità di adottare modelli che presentino, oltre alle metodologie classiche cosiddette “trasmissive”, anche metodologie “per scoperta” e che facciano uso di nuove forme di raccordo fra la formazione tradizionalmente intesa, le tecniche di FaD (Formazione a Distanza) e la didattica con supporto tecnologico e multimediale.
Una simile combinazione di elementi, oltre a garantire una maggiore ricchezza di canali didattici ed un training, in parte, individualizzato, si caratterizza per essere più economica e facilmente replicabile.
E’ in risposta all’esigenza di rendere disponibili, nel contesto di mercato, specifiche professionalità con competenze integrate spendibili in uno scenario che vede una forte partnership tra ambito bancario ed assicurativo, nonch‚, in funzione delle riflessioni fatte, che appare auspicabile prospettare un percorso formativo innovativo atto ad introdurre nel sistema bancario una nuova e significativa figura professionale: il “Consulente globale per la famiglia e le imprese”. Questo “esperto” può essere definito come “gestore di un portafoglio clienti in un’ottica multiprodotto” e il percorso formativo auspicato per la creazione di tale figura come una risposta “proattiva” all’esigenza di una maggiore flessibilità organizzativa del lavoro bancario.
Le articolate conoscenze e competenze, che dovranno entrare a far parte del know-how aziendale nell’ambito del previsto processo di integrazione tra aziende bancarie e compagnie assicurative, possono essere individuate nella progettazione del servizio, nella vendita del prodotto e nella gestione del servizio.
Per la formazione di questa figura di “esperto”, l’elaborazione di un percorso di training dovrebbe quindi considerare l’esigenza di differenziazione, relativamente ai processi organizzativi ed alle logiche di interazione con la clientela, che risulta estremamente eterogenea per esigenze ed aspettative.
La figura professionale output del progetto deve essere in grado di gestire pacchetti integrati di prodotti misti bancario-assicurativi e di operare su diversi livelli. Simili competenze possono essere identificate nell’ottica di personalizzazione del servizio al cliente ed elaborazioni di soluzioni sempre più specifiche alle esigenze dello stesso, massimizzando le sinergie operative all’interno delle organizzazioni d’impresa attraverso un’integrazione di prodotti e processi.
Tale figura dovrà esprimere un bagaglio di competenze realmente nuove nell’ambito delle famiglie professionali dei settori di riferimento.
Oltre alla conoscenza tecnica dei prodotti/servizi e ad ottime skill relazionali, sono richieste capacità di:
- analisi della domanda della clientela (con conseguenti conoscenze e capacità di utilizzo di metodologie e strumenti di ricerca);
- identificazione e intervento sulle fasi del processo di erogazione del servizio;
- assistenza e counselling diversificate a seconda delle aree di azione e della tipologia della clientela.
Gli obiettivi didattici di questo percorso formativo a livello macro possono essere sintetizzati nei seguenti:
conoscenza del prodotto nel contesto integrato dei servizi finanziari/assicurativi per le famiglie e le imprese;
analisi e valutazione dei bisogni della clientela rispetto all’offerta di prodotti disponibili;
presidio dei processi di gestione dell’offerta di servizi;
capacità di diversificare le linee di prodotto per singoli segmenti di clientela e le opportunità di offerta di servizi mirati di tipo integrato;
capacità di collocare i prodotti e servizi assicurativi attraverso:
a) l’area operative di sportello (operazioni routinarie);
b) l’area di consulenza rapida;
c) l’area di consulenza personalizzata.
Il percorso formativo dovrebbe, inoltre, essere volto all’ampliamento e alla contestualizzazione delle cognizioni teoriche e pratiche con l’intento di creare diverse figure professionali che operino su uno stesso campo di azione e su diversi livelli di autonomia, discrezionalità e decisionalità, con capacità legate anche all’analisi ed identificazione del potenziale di conflittualità e di coinvolgimento organizzativo della banca/assicurazione.
A tale fine potrebbero essere individuate quattro aree d’intervento:
- area tecnico-professionale
- area commerciale
- area comunicativo/relazionale
- area dei processi informatici.
Accanto, quindi, a competenze di tipo incrociato relative alle prime due aree individuate, occorre definire nuove competenze che rispondano, in maniera più precisa, alle esigenze attuali.
Al riguardo, va tenuto in debito conto che già oggi esistono, infatti, nuovi canali di contatto con la clientela, come Internet, e si utilizzano per l’assistenza, oltre che per la vendita di assicurazioni, tecnologie Cti (Computer telephony integration), attraverso le quali si possono persino gestire le liquidazioni dei premi assicurativi.
Nel sistema bancario, giunto ad un livello tecnologico ormai standardizzato, la sfida competitiva si gioca soprattutto su alcuni aspetti precedentemente sottolineati (servizio, assistenza, consulenza).
Tale fenomeno rende la formazione lo strumento ideale per introdurre un valore aggiunto alle risorse umane che costituiscono ormai il reale differenziale competitivo dell’impresa-banca.
-
Archivi
- Luglio 2008 (6)
-
Categorie
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS